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Smart working e isolamento: cosa possono fare davvero le HR

21 ottobre 20249 min

Cinque anni dopo l'esplosione dello smart working, il bilancio è chiaro: produttività individuale stabile o in crescita, ma indicatori di engagement e senso di appartenenza in calo. Le persone lavorano bene da casa ma si sentono meno parte di qualcosa.

I sintomi da riconoscere

  • Aumento delle dimissioni nei primi 18 mesi di assunzione.
  • Calo della collaborazione spontanea tra team.
  • Difficoltà nell'onboarding dei nuovi assunti.
  • Riduzione delle proposte bottom-up e dell'innovazione.
  • Crescita degli scostamenti culturali tra reparti.

Cosa non funziona

Imporre il rientro forzato in ufficio genera resistenza e perdita di talenti. Caffè virtuali e "icebreaker" generici annoiano. Il problema non si risolve con i workaround tecnologici: serve riprogettare i momenti di presenza fisica con altissima intenzionalità.

Cosa funziona

Pochi momenti di presenza all'anno, ma progettati come esperienze ad alta densità relazionale. Un evento trimestrale con format guidato vale, in termini di legame, mesi di videocall. Le HR più avanzate stanno spostando il budget welfare proprio su questi momenti.

L'obiettivo non è più "riportare le persone in ufficio", ma garantire che quando si incontrano, l'incontro lasci traccia.

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