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Welfare aziendale e socialità: cosa misurare davvero

14 settembre 20247 min

Per anni il welfare aziendale è stato sinonimo di buoni pasto, convenzioni e palestra. Tutto utile, ma ormai dato per scontato. I dati delle survey 2025 indicano che il fattore più correlato con la retention non è economico: è la qualità delle relazioni interne.

Il welfare relazionale

Si chiama welfare relazionale e include tutto ciò che migliora la connessione tra colleghi: spazi comuni progettati per l'incontro, eventi di socializzazione strutturata, mentoring tra reparti, momenti di scambio non formale.

Le metriche che contano

  • Indice di fiducia tra colleghi (survey trimestrale, 5 domande).
  • Numero medio di interazioni cross-team a settimana.
  • Percentuale di dipendenti che dichiarano di avere almeno un "amico" in azienda.
  • Retention a 12 e 24 mesi dei nuovi assunti.
  • ENPS (Employee Net Promoter Score) segmentato per reparto.

Da dove partire

Non serve stravolgere il budget welfare. Basta riservare una quota a iniziative di socializzazione strutturata: due eventi all'anno per team, un onboarding relazionale per i nuovi assunti, e momenti ricorrenti di scambio tra reparti. L'investimento si ripaga nel taglio del turnover e nell'aumento dell'engagement.

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